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Biking in Friuli

Forse avevo 4 anni quando andai l’ultima volta in Friuli.  Qualche flash tipico dei ricordi legati all’infanzia. Un castello bellissimo …un trenino nelle grotte …una grotta grandissima e mio padre che mi diceva che lì dentro ci sarebbe entrata la Cupola di San Pietro.

Poi, tanto mare e la consuetudine di andare sempre in Trentino, i viaggi all’ estero con il camper, la diffidenza nei confronti del mare della Croazia che andava tanto di moda ma a me non attraeva per nulla, mi avevano fatto sempre desistere dal tornare in questa bellissima regione italiana.

Però leggevo tanto e la curiosità saliva. Così quest’anno, un anno particolare per la previsione di un affollamento superiore al normale nelle mete turistiche più note delle Alpi, abbiamo deciso di passare una decina di giorni in Friuli, alternando la montagna a qualche visita turistica di carattere più culturale.

Le previsioni meteo erano pessime e qualche settimana prima l’Europa centrale era stata afflitta da tempeste e piogge devastanti.

Con un occhio, anzi due, al meteo comincio a progettare un giro che prevedesse sempre un “piano B” in caso di pioggia troppo intensa.

Ecco il video racconto del nostro breve trip, per la descrizione leggete l’articolo !

Trieste e la costa Sistiana

Siamo pronti a partire. In Carnia piove troppo, addirittura la grandine ha fatto danni fortissimi in pianura Padana e nelle zone pedemontane della Lombardia, per cui viste le previsioni optiamo per passare qualche giorno sulla costa.  La nostra prima tappa sarà quindi Trieste. Se dovesse continuare il cattivo tempo potremmo andare in Istria, se migliora saliremo in Carnia.

Troviamo posto in un camping (Marepineta) a Sistiana. Il camping è in posizione strategica, molto grande e ombroso ma non sul mare. In verità è sul mare, ma sulla sommità della scogliera da cui parte il famoso sentiero Rilke. Ci sono tutti i servizi e una piscina enorme, ma per il mare bisogna prendere un trenino (gratuito) che parte ogni mezz’ora. Non siamo lì per il mare per cui per noi il posto si rivelerà perfetto per farci trascorrere i primi tre giorni di vacanza in attesa del miglioramento meteo.

La domenica è quindi dedicata alla visita di Trieste. Dal porticciolo di Sistiana parte un battello (si potrebbero trasportare anche le bici), che in circa un’ora e mezzo con 3 fermate tra cui una davanti allo splendido castello di Miramare arriva a Trieste. La città non è collegata con ciclabili e il caldo e la voglia di visitare la città liberamente, ci fanno desistere dal partire dal camping con le bici.

Trieste è bellissima, in circa 4 ore a piedi giriamo il centro. Sbarchiamo al molo Audace e arriviamo a Piazza dell’Unità d’ Italia, poi attraverso il quartiere antico e quello ebraico saliamo a alla Cattedrale e al castello di San Giusto da cui si gode di una vista meravigliosa su tutta la città e sul golfo.

Dopo essere scesi al Teatro Romano passiamo da Piazza della Borsa e andiamo a vedere il Canal Grande per poi prendere il bus che in trenta minuti ci riporterà a Sistiana.

Sentiero Rilke e Castello di Duino

Proprio dal camping parte questo bellissimo sentiero che camminando sulla falesia a strapiombo sul mare porta da Sistiana a Duino. Sono circa 3 km nella Riserva naturale della Falesie e il sentiero si percorre molto bene a piedi ma non è adatto alle ebike.

Si cammina nella vegetazione respirando l’ aria del mare ma anche il profumo dei ginepri e di altri arbusti mediterranei. Ad ogni curva ci sono affacci incredibili sia sulla costa rocciosa che sul castello di Duino che in passato ospitò nobili, artisti tra cui Dante e il poeta Rainer Maria Rilke, a cui è intitolato il sentiero.

Ci sono anche trincee scavate nella roccia. Entriamo facendoci luce con il telefono e arriviamo alle postazioni di avvistamento che affacciano sulla falesia.

Il castello non lo visitiamo, in tempi di covid le visite vanno prenotate e non vogliamo essere condizionati nei nostri programmi che spesso mutano in modo improvviso sulla base della nostra stanchezza e del tempo. Mi accontento di fare qualche ripresa con il drone.

Tarvisio e i Laghi di Fusine

Martedì mattina lasciamo Sistiana diretti a nord. Il tempo è in miglioramento e dal mercoledì sicuramente ci sarà solo per un paio di giorni.

Avremmo voluto visitare molti luoghi (Grado, Aquileia, la Grotta Gigante, il Sacrario di Redipuglia), ma questa finestra di sole e il tempo totale a disposizione ci spingono verso la Carnia dove finalmente potremmo utilizzare le nostre e-MTB.

Lungo la strada ci fermiamo a Fagagna, borgo conosciuto per le cicogne (che non avvistiamo)  e a San Daniele dove ci fermiamo a pranzo per  fare l’ immancabile scorta del famoso prosciutto. Dopo  pranzo facciamo una breve sosta a Gemona per vedere la splendida Cattedrale. Alle 17 siamo all’area sosta dei Laghi di Fusine.

La sera arriva il temporale. Era previsto così come il sole all’indomani per cui ci godiamo il fresco e il ticchettio dell’acqua sul tetto che ha sempre il suo fascino.

Al mattino tiriamo giù le e-bike. Finalmente. L’area sosta è proprio sulla ciclabile Alpe Adria a 2 km dal confine con la Slovenia e circa 10 sia da Tarvisio che dal confine austriaco. I laghi di Fusine sono a circa 3 km e volendo sono raggiungibili anche a piedi.

Prendiamo la ciclabile e dopo essere entrati in Slovenia deviamo a sinistra e saliamo fino al confine con l’Austria. E la prima volta che attraversiamo 3 confini in bici nello stesso giorno.

Scendendo dal confine austriaco nei pressi di un tornante entriamo nel bosco e attraverso un single track  arriviamo a Kranjska Gora una splendida stazione invernale dal gusto decisamente alpino meta di competizioni internazionali di sci alpino e discipline nordiche.

Lasciata la cittadina, sulla strada del rientro deviamo a sinistra per salire a Planica e andare a vedere la stazione dei trampolini. Da lì parte un sentiero lungo la valle che porta a un rifugio e a una cascata. Torniamo al camper appagati da una giornata molto varia, ma anche stanchi per i tanti km percorsi. Mettiamo le bici in carica, una bella doccia in camper, una cena a base di friko e carne locale e andiamo a dormire.

Al mattino ci svegliamo con la nebbia. Il tempo di fare colazione ed esce un bel sole. Oggi il programma è raggiungere e visitare Tarvisio tramite la ciclabile e al rientro prendere una deviazione che attraverso il bosco passando sopra i laghi di Fusine ci porta al rifugio Zacchi da cui partono numerosi sentieri e ferrate verso le cime Ponze e Mangart.

Pranziamo al rifugio con una vista mozzafiato sull’anfiteatro alpino e poi scendiamo ai laghi dove l’ ENI ha allestito un grande palco per il Carbon Neutral Concert un grande live per commemorare i propri 10 milioni di clienti. Si alterneranno artisti come Elisa e Gianna Nannini ma il concerto è a invito e per via della pandemia dopo le 17 l’area verrà circoscritta ai soli invitati. Peccato sarebbe stata una location unica per assistere a un concerto live.

Sappada

Lasciamo Fusine. Anche questa zona avrebbe meritato una sosta più lunga e la visita di alcune attrazioni molto interessanti (Sella Nevea, il Fontanone di Goriuda,  il santuario di monte Lussari). Ma abbiamo voglia di farci un’idea anche delle montagne più al ridosso del Cadore e con l’occasione avvicinarci un minimo a casa.

A pranzo arriviamo a Sappada e ci piazziamo nella comoda ed economica area sosta sopra il fiume e a poche centinaia di metri dal centro del paese.

Il tempo comincia a guastarsi e nel pomeriggio facciamo solo una breve passeggiata a piedi lungo il fiume e fino al laghetto di pesca sportiva.

Al mattino con un tempo non dei migliori partiamo dall’ area sosta per salire alle sorgenti del Piave. Sono circa 15 km ma soprattutto 800 metri di dislivello. Dalle sorgenti poi parte un sentiero per il rifugio Calvi.

Lo prendiamo ma il tempo è sempre più minaccioso. Quando siamo a metà salita e ormai vediamo il rifugio faccio appena in tempo a fare un veloce volo con il drone per riprendere lo scenario bellissimo delle montagne e dei nevai ancora presenti, che arrivano le prime gocce. Ci mettiamo k-way e ci buttiamo a capofitto nella lunghissima discesa. In 30 minuti siamo al camper, poco dopo inizia a piovere.

Cimolais

Dal momento che sono le tre del pomeriggio e piove è meglio mettersi in strada e approfittarne per uno spostamento più a sud. Dopo aver attraversato Longarone ed esserci fermati un attimo a vedere la diga del Vajont, passiamo per Erto e Casso e arriviamo a Cimolais ed entriamo nel piccolo camping che si trova a qualche chilometro dal paese all’inizio della val Cimolaia.

Il camping Bresin è molto carino e naturale. Non ha neppure un bar e un market ma è silenzioso, ombroso e nel verde, perfetto per noi.

Per fortuna la mattina successiva non piove (almeno non fino al pomeriggio). Sappiamo di non avere molto tempo e ci limitiamo a fare un giro sulla pista ciclabile che percorre un anello di circa 30 km per raggiungere Claut. Torniamo appena in tempo tra tuoni e lampi e stavolta non riusciamo ad evitare l’acqua nell’ultimo km.

Il giorno successivo con le nostre e-bike  percorriamo tutta la val Cimolaia fino al rifugio Pordenone. Si La lunga sterrata è percorribile a pagamento anche in macchina, ma per fortuna sono pochi quelli che decidono di salire con il loro mezzo fino al rifugio per poi fare trekking sui sentieri tra cui quello che porta al Campanile di Val Montanaia uno dei monoliti  più imponenti delle Dolomiti. Noi ci accontentiamo di arrivare “quasi” al rifugio, dato che negli ultimi 400 metri la strada è impraticabile anche alle nostre ebike a causa di una grossa frana.

Giusto in tempo per fare un paio di voli con il drone e dobbiamo tornare perché il tempo è in rapido peggioramento.

Barcis

Paghiamo e ancora una volta mentre piove ci spostiamo al lago di Barcis, ultima tappa del nostro tour.

Come sempre troviamo una comoda area sosta molto pulita e proprio sul lago (20 euro a notte). Dopo aver parcheggiato in posizione panoramica ed aver fatto un giro a piedi in paese ci fermiamo a mangiare nell’unico ristorantino aperto. Ravioli ai mirtilli per Adriana e alla ricotta affumicata per me e poi agnello e polenta e un buon dolce come dessert.

Al mattino prendiamo le bici e dopo aver raggiunto la località Pian di Tass in una splendida valle chiusa percorsa da un fiume, completiamo il giro del lago per  scoprire che proprio in prossimità della diga parte un sentiero (Dint) che ha affacci imperdibili sulle gole della Valcellina.

Poco distante c’è anche l’accesso alla vecchia strada della Valcellina; si paga un biglietto di tre euro per accedere alla strada che attraverso uno scenario incantevole tra gole, gallerie e pozze smeraldine formate dal fiume porta fino alla vecchia diga.  Lungo il percorso ci fermiamo per attraversare un piccolo ma suggestivo ponte tibetano.

Rientriamo per pranzo perché non c’è più tempo e dobbiamo partire per iniziare il rientro che faremo in due tappe fermandoci la sera a Pisa per un saluto a mia figlia e ai miei cugini.

Purtroppo nonostante la possibilità che il camper da di spostarsi in fretta, il nostro viaggio pur bellissimo è stato in parte condizionato dal maltempo. Abbiamo avuto un assaggio di quello che questa bellissima regione offre al viaggiatore che non ha fretta. Abbiamo conosciuto persone stupende, gentilissime e accoglienti, visto posti molto belli sia per la loro storia che per il contesto paesaggistico.

Colgo l’occasione per  ringraziare (e consigliarvi)  il gruppo facebook “Friuli Venezia Giulia in Camper (camperisti fur da puarte)”  per avermi assistito e consigliato durante tutto il viaggio.

Non resterà che tornare, con più calma e magari con più sole !

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