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Val d’Orcia e-bike & fly

Una delle zone più interessanti sotto ogni profilo, paesaggistico, enogastronomico e sportivo! Rientra tra le mete sicuramente consigliabili per chi, come noi, avendo a disposizione pochi giorni,  vuole unire il piacere di pedalare senza particolari difficoltà in ambienti unici ad altre attrazioni, tra le quali metterei al primo posto il rigenerarsi al caldo di una vasca termale naturale !

Quello che voglio raccontarvi in questo articolo è la cronaca dei 4 giorni trascorsi per il ponte del 1 novembre nelle colline Senesi, tra bagni alle terme e lunghe escursioni in e-bike per visitare le cittadine più conosciute della zona.

Non poteva mancare al seguito il mio Mavic mini 2  con il quale ho raccolto da una prospettiva diversa le  immagini dei luoghi che abbiamo attraversato e che, unite a quelle filmate con la Gopro Hero 8, vi lascio nel video riassuntivo qui sotto.

Day 1

Partiti da Roma nella mattinata di sabato siamo arrivati in zona più o meno all’ora di pranzo (purtroppo il periodo di ponte porta anche molto traffico). E’ comunque l’ultimo giorno di ora legale e abbiamo abbastanza luce davanti.

Decidiamo di puntare subito su Bagni di San Filippo che conoscevamo di fama e che ci sembrava la sosta ideale dato che non avevamo tutto il giorno a disposizione per pedalare.

Dopo una breve deviazione dalla Cassia si raggiunge un incrocio alle pendici del paese dove sono presenti alcuni stalli gratuiti per parcheggiare i camper. E’ molto affollato ma troviamo un buco per il nostro van. Dopo aver fatto un veloce sopralluogo a piedi alle terme (da lì sono almeno 600 mt di salita) e aver mangiato un boccone, decidiamo di raggiungere le cascate in bici, sia per non lasciarle incustodite al camper, sia per accelerare i tempi e poter godere il più a lungo possibile del bagno nell’acqua calda prima del tramonto.

Si tratta di una delle località termali aperte al pubblico e gratuite più famose del centro Italia (insieme a quelle di Saturnia), dove, in un ambiente naturale boscoso, sgorgano acque sulfuree che, una volta giunte in superficie, formano depositi calcarei bianchissimi, pozze e cascatelle. Tra questi, il più famoso è sicuramente la “Balena Bianca”, un’enorme ammasso di calcare bianco che, per la sua imponenza, ricorda proprio il profilo di una balena.

Dopo essere stati a mollo per un paio d’ore torniamo al Camper, ricarichiamo le bici, ci facciamo una doccia calda e lasciamo Bagni di San Filippo per dirigerci a Pienza, dove ricordavo ci fosse un’area di sosta camper.

In realtà l’area sosta si riduce ad un parcheggio neppure troppo grande aperto anche alle macchine in cui è possibile sostare anche di notte (il biglietto costa circa 10 euro al giorno, mentre la notte non si paga). Non sarà facile trovare un posto ma alla fine riesco a parcheggiare in un angolo abbastanza tranquillo vicino ad altri camperisti di Verona, e-biker come noi.

E’ l’ora del tramonto, l’orario migliore per una bella ripresa di Pienza dall’ alto.

Un giretto per il piccolo borgo, (dove acquistiamo il famoso pecorino e del prosciutto crudo di cinta), un risotto ai funghi porcini sapientemente preparato da Adriana, un buon calice di vino rosso (ma pure due) e a nanna che domani si pedala.

Day 2

Ho scaricato da Wikiloc (se non conoscete questo sito cercatelo perché offre migliaia di tracce da seguire non solo per bici, e non solo in Italia) una traccia di circa 40 km quasi interamente off road con un dislivello di circa 600 mt (eh, non siamo mica in montagna !).

E’ una giornata stupenda, il cielo è terso e il sole splende e scalda già alla partenza. Nello zaino idrico, un panino, barrette energetiche e il fido drone, la gopro è carica e si può partire.

Dopo aver attraversato il centro storico di Pienza e aver fatto qualche foto al Duomo e ai palazzi storici (il Palazzo comunale, Palazzo Piccolomini e Palazzo Borgia) imbocchiamo una stradina che dopo poco devia sinistra nei campi scendendo verso la Cappella della Madonna di Vitaleta.

Una strada sterrata aperta su grandi vallate coltivate a grano, conduce a questa piccola chiesetta rinascimentale.

Al nome è collegata anche una leggenda che rende ancora più mistico il luogo. Intorno al 1650, una giovane pastorella pascolava il suo gregge su queste colline. Arrivata presso la chiesetta, decise di dissetarsi con l’acqua del pozzo adiacente alla cappella. Calò dunque l’apposito secchio di legno ma, al momento di tirarlo su qualcosa lo bloccava. Dopo aver provato più volte a liberalo, la pastorella riuscì finalmente a tirare su il secchio e con suo stupore scoprì che il secchio non era pieno d’acqua ma conteneva una statua della Madonna. Per lungo tempo la Cappella ha custodito una statua della Madonna (opera di Andrea della Robbia) che poi è stata trasferita a San Quirico d’Orcia.

La zona è talmente bella dal punto di vista paesaggistico da essere stata scelta come set cinematografico per alcune scene del colossal il Gladiatore.

E’ autunno e non c’è il grano a essere mosso dal vento ma vi assicuro che lo scenario è altrettanto suggestivo come testimoniano le immagini girate con il drone.

Proseguiamo seguendo la nostra traccia e dopo aver attraversato un bel bosco e tanti uliveti, abbiamo raggiunto San Quirico d’ Orcia. Il Borgo è in posizione panoramica al centro tra Pienza e Montalcino ed è sicuramente uno dei punti più comodi per visitare le zone circostanti. C’è una buona area a pagamento incustodita per parcheggiare i camper, accanto alla scuola, ma anche in questo caso come per Pienza considerando il periodo particolarmente ambito è abbastanza piena.
Si tratta tuttavia di paesi molto piccoli in cui la sosta difficilmente supera il giorno per cui c’è un grande ricambio soprattutto nelle prime ore del mattino.

Entriamo dalla porta a nordovest e ci imbattiamo subito nella Collegiata di San Quirico e Giulitta, una splendida chiesa romanica, caratterizzata da tre bellissime entrate con diverse sculture di leoni.

Dietro alla Collegiata, si trova Palazzo Chigi, un bel palazzo che oggi ospita il comune della città. Proseguiamo lungo Via Dante Alighieri, e arriviamo a Piazza della Libertà, il cuore della piccola città. Qui si può visitare la Chiesa di San Francesco, detta anche Chiesa della Madonna, in quanto ospita la statua in terracotta della Madonna,  (quella che era stata trovata e custodita nella citata Cappella Vitaleta). Dalla piazza ci affacciamo sui curatissimi Horti Leonini, splendido esempio di giardini all’ italiana.

Il tempo di immortalare il borgo anche dall’ alto e ci muoviamo per la tappa successiva. Con circa 4 km, seguendo in gran parte la via Francigena dobbiamo raggiungere Bagno Vignoni.

Una strada dapprima sterrata che poi diventa un sentiero stretto e molto divertente da percorrere con le nostre e-mtb ci fa arrivare ad un cancelletto da cui, attraverso un ulteriore single track molto flow,  arriviamo alla nostra meta.

Bagno Vignoni è davvero unica ! Non è un vero e proprio paese, ma un agglomerato di case di epoca rinascimentale che circondano una grandissima vasca termale che sostituisce la piazza centrale; lunga 49 metri ed ampia 29, questa piazza-piscina è stata costruita esattamente sopra la fonte originale di acqua termale, la stessa di cui usufruivano anche i Romani.

Sul lato sud del paese un dirupo crea della cascatelle di acqua calda che riempiono altre vasche naturali che, soprattutto a fondo valle, sono meta, come i Bagni di San Filippo, di turisti in cerca di relax.

Siamo a metà percorso e sono già le 14; considerando che siamo tornati all’ ora solare è quindi venuto il momento di incamminarsi sulla strada del rientro.

Dobbiamo abbandonare per qualche km la traccia, in quanto è crollato un piccolo ponticello di legno interrompendo il sentiero. Poco male, dobbiamo percorrere solo un paio di km di strada asfaltata e ritroviamo la nostra traccia.

Il rientro con il, sole alle spalle è davvero suggestivo. Le strade sterrate si alternano a sentieri di argilla indurita che scendono lungo ripide colline e che richiedono una guida più attenta.

Al tramonto rientriamo a Pienza e arriviamo al camper assieme agli altri biker che avevano optato per una escursione a Montepulciano.

Troviamo il modo di ricaricare le ebike facendoci “prestare” la corrente dal bagno pubblico di fronte ai nostri camper. Bene ! Così siamo pronti e carichi per l’escursione di domani.

Day 3

Al mattino ci spostiamo a San Quirico. Adriana deve lavorare un po’ ed io vado a fare un po’ di spesa e a rivedere il borgo a piedi.

Alle 11.30 siamo pronti per partire. La meta di oggi é Montalcino.

Il percorso è molto facile e opportunamente meno lungo di quello del giorno prima (sono circa 30 km per circa 800 mt di dislivello).

Dopo una lunga discesa, iniziamo a risalire le colline verso Montalcino. Questa volta i vigneti sono prevalenti. Non può che essere così dato che ci troviamo in una delle aree più importanti della toscana per la produzione del vino (tra cui, ma non solo, il famoso Brunello di Montalcino).

Siamo al margine ovest della Val d’Orcia, vicino al monte Amiata e non lontani dal confine con la provincia di Grosseto.

Nel cuore del borgo storico , nella splendida piazza del Popolo, si trova  il palazzo dei Priori, risalente alla fine del XIII secolo. Poco dietro svetta la merlata torre medievale, con un orologio incorporato. Le strade sono tutte ornate di bandiere che riproducono stemmi delle casate che hanno dominato la cittadina; cantine e enoteche si alternano a negozi di artigiani locali, bistrot e trattorie tipiche.

Passiamo accanto al Duomo e raggiungiamo la fortezza. Costruita nel 1361 nel punto più alto della città per protezione da eventuali invasori. Ha una struttura pentagonale, ed incorpora una serie di edifici che già esistevano in precedenza, tra cui un’antica basilica.

Ci fermiamo alle pendici delle mura per riposare e mangiare qualcosa. Anche qui, complice la giornata stupenda e la totale assenza di vento, faccio qualche suggestiva ripresa dall’ altro.

Al rientro mi è avanzata una batteria del drone e ci sono colori davvero stupendi che suggeriscono di provare a fare qualche ripresa inseguendo Adriana mentre sale e scende lungo le colline e i vigneti nella grande vallata.

Torniamo a San Quirico e dopo una doccia ristoratrice e aver ricaricato le ebike sul portabici, ripartiamo.

Non vogliamo trovare troppo traffico al rientro a Roma per cui decidiamo di avvicinarci un po’ e percorrendo la via Cassia ci fermiamo a dormire sul lungo lago di Bolsena all’altezza di Marta.

Il giorno successivo sarà dedicato al recupero delle energie e un altro bagno termale.

Da Marta ci spostiamo a Viterbo e raggiungiamo le terme di Carletti, una piacevole scoperta suggerita da un camperista a Marta che ci aveva comunicato la chiusura temporanea delle terme di Bagnaccio che già conoscevamo. Si tratta di un’area pubblica e di terme naturali gratuite. C’è un ampio parcheggio e molto spazio intorno con un prato ben curato. C’è molta gente ma spazio per tutti, perfetta chiusura per una mini vacanza da sogno.

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