E-bike,  Sport e Avventura

Regina Ciclarum

In bici da Roma al mare

In questo periodo di pandemia e lock down, assecondando le normative che consentivano la pratica dell’attività sportiva senza limite di percorrenza purchè si partisse e si rientrasse al proprio domicilio, ci siamo ritrovati a riscoprire e rivalutare i migliori percorsi della nostra capitale.

Roma non è certo famosa nel mondo per le sue piste ciclabili, ma quelle esistenti sono senz’altro molto particolari, se non altro perché attraversano la storia millenaria di questa città e scenari che non emozionano solo il turista di passaggio ma anche chi ci abita e non potrà mai abituarsi a tanta bellezza. 

In un precedente articolo vi avevo raccontato il GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici), ora vi porto con me sulla “Regina” delle ciclabili, anzi per l’esattezza percorreremo l’ultima tappa di questa lunghissima ciclovia che seguendo il percorso del Tevere collega le sue sorgenti sul Monte Fumaiolo con la foce nei pressi di Ostia.

Per chi non ha tempo di leggere l’articolo questo è il video racconto della nostra esperienza lungo la Regina Ciclarum

Nella sua interezza la Regina Ciclarum è divisibile in 8 tappe per un totale di circa 450 km.

L’ultima tappa è proprio quella che parte da Roma e arriva a Fiumicino, un tratto lungo circa 50 km (se percorso per intero partendo da Saxa Rubra). Il percorso può essere abbreviato a circa 30 km partendo da Ponte Marconi. 

La Storia

Già Giulio Cesare voleva creare un nuovo porto vicino Roma ma non ne ebbe il tempo. A causa dell’aumento del traffico commerciale che rendeva insufficiente la capacità della foce del Tevere, l’imperatore Claudio, fece costruire a partire dal 42 d.c un nuovo porto a circa 3 km a nord di Ostia, collegato al Tevere da un canale, terminato nel 46, il canale di Fiumicino, con la formazione dell’Isola Sacra. Il tutto era dominato da un grande faro a più piani, simile al celebre Faro di Alessandria. Il faro ostiense sorgeva probabilmente su un’isola artificiale che divideva l’accesso al porto in due bocche, la settentrionale e la meridionale. Terminato nel 64 d.C. sotto Nerone, il nuovo porto si affiancava a quello fluviale di Ostia che dal II secolo a.C. avevano garantito l’approvvigionamento della città di Roma attraverso navi fluviali che risalivano il Tevere.

L’Imperatore Traiano (100/112 d.C.),  completò l’Oasi di Porto. L’antico bacino di forma esagonale ancora visibile e oggi parco naturale fu costruito in sostituzione del preesistente Porto di Claudio, aperto sul mare e non più utilizzabile per insabbiamento.

In breve tempo lo scalo superò per importanza Pozzuoli, anche grazie al collegamento diretto con Roma assicurato dalla via Portuense. Nel II e III secolo l’accresciuta importanza dello scalo portò alla nascita di un insediamento stabile, che nel 314 d.C. divenne ufficialmente città con il nome di Portus Romae.

Oggi il mare si trova a circa tre chilometri dall’antico centro, stretto tra le infrastrutture dell’Aeroporto e i percorsi stradali moderni. L’area archeologica, importante anche dal punto di vista naturalistico, è attualmente divisa tra il Parco archeologico di Ostia Antica e la famiglia Sforza-Cesarini, proprietaria del bacino di Traiano.

Questa sinteticamente la storia del “Porto di Roma” che noi raggiungeremo con le nostre ebike fino al mare partendo dal centro di Roma.

Per anni, non c’è stata alcuna via sicura che collegasse la capitale al mare per i cicloturisti: la pista ciclabile del Tevere s’interrompeva all’altezza del Grande Accordo Anulare, così come  il percorso su viale Cristoforo Colombo in direzione di Ostia che ancora oggi è appannaggio solo di piccoli gruppi di ciclisti da strada.

Grazie ad alcuni volontari che hanno sfalciato la parte più selvaggia del percorso, pulendo e dotando di cartelli la prosecuzione della Dorsale Tevere Sud, oggi è finalmente possibile raggiungere Fiumicino in sicurezza.

Noi siamo partiti dal centro di Roma (dal Colosseo) e tra andata  e ritorno abbiamo percorso 85 km!

Sarebbe possibile effettuare anche un percorso ad anello sfruttando entrambe le sponde del Tevere percorrendo  il “Sentiero Pasolini“ che ci riserviamo di sperimentare alla prossima escursione.

Il percorso

distanza: 43 km

altimetria: 100

fondo stradale: pista ciclabile asfaltata (50%), sentiero sterrato (50%)

L’itinerario è molto semplice e accessibile a tutti, purchè dotati di un minimo di allenamento. Non ci sono particolari dislivelli, dato che la ciclabile segue il corso del fiume, ma il fondo è ancora non asfaltato per quasi metà percorso e di ciò bisogna tener conto, sia per le possibili forature ma  soprattutto per la possibilità di trovare fango dopo periodi di pioggia. Di norma si potrebbe utilizzare anche una bici da città, ma mi sento di suggerire di effettuare il giro con una mountain bike.

Per il ritorno, se non si è in grado di affrontare l’intero percorso (o di completare l’anello come detto sulla sponda opposta tramite il Sentiero Pasolini), è possibile tornare indietro in treno o metro partendo dalla stazione ferroviaria di Parco Leonardo o da Ostia, quest’ultima più vicina ma  raggiungibile però con qualche difficoltà da Fiumicino non essendo a sua volta collegata con una ciclabile.

DA ROMA a MEZZOCAMINO  (ciclabile asfaltata)

Questo è il tratto più antico della ciclabile, quello che è sempre esistito e che partendo dal Lungo Tevere, passava per l’ Isola Tiberina (nel nostro caso il punto d’ingresso), accanto a Porta Portese,  al “Gasometro” di Roma, per arrivare prima a Ponte Marconi, poi al Viadotto della Magliana, dove il percorso si sposta sull’argine sinistro fino all’ex galoppatoio di Tor di Valle.

Poco dopo ponte Marconi facciamo una breve sosta per vedere la piccola chiesetta romanica di Santa Passera risalente al V secolo cui molti di noi sono devoti !

Questo primo tratto termina a ridosso del quartiere di Mezzocammino. 

In quel punto la ciclabile passa sotto un ponte della via Ostiense che attraversa il fosso Valeriano,  che nasconde sotto di se’ (coprendolo in modo indegno ma al contempo proteggendolo dalle intemperie), un antico ponte Romano del II secolo A.C., perfettamente conservato.

La campagna da Mezzocammino a Ponte Galeria

Da qui in poi inizia il tratto “nuovo”. Passato il ponte sul Raccordo su una corsia laterale e separata dal traffico, ritorniamo sulla sponda destra del Tevere, e il paesaggio muta di colpo. Ci troviamo in un contesto bucolico, tra campi arati e il silenzio della campagna lungo il fiume.

Si pedala su una carrareccia sopraelevata e l’argine del fiume non è visibile, ma anche gli edifici della periferia romana sono lontani e non si ha la sensazione di essere ancora a pochi chilometri da Roma.

Il sentiero è ben segnato e ci sono ogni tanto sia cartelli informativi (relativi alla ciclovia e agli animali che possono essere avvistati nell’oasi faunistica del Tevere) che apposite paline che indicano la distanza da Roma e da Fiumicino.

Il Tevere da Ponte Galeria all’Episcopio di Porto

Il penultimo tratto di Tevere verso il suo tuffo al mare è più selvaggio e inedito. Quando la ciclabile si ritrova ad attraversare uno dei tanti canali agricoli nei pressi di Ponte Galeria, il paesaggio si fa brullo e un po’ più degradato. E’ necessario passare per due volte sotto l’autostrada Roma – Fiumicino e, solo in quel punto, lo scenario è più inquietante trovandosi a passare sotto strutture di cemento fatiscenti con qualche discarica. Per fortuna dopo poche centinaia di metri siamo di nuovo in aperta campagna, incontaminata e verdeggiante (siamo in primavera finalmente).

Lungo il percorso incontriamo un gruppo di ragazzi che per non incorrere in sanzioni si sono spinti in aperta campagna per fare una sana partita a pallone a torso nudo in un campo arato. Una scena che richiama le pellicole in bianco e nero di Pasolini.

Siamo a poche decine di metri dal Lago di Traiano, esagono perfetto voluto dall’imperatore come bacino artificiale dell’antica città di Porto (odierna Fiumicino), a nord di Ostia. Gli ultimi km di questo tratto attraversano l’Episcopio di Porto, meraviglioso castello e presidio medievale tra il lago e il fiume. Da qui una scenica passerella ciclabile in legno costeggia i suoi bastioni per immettersi nell’ultimo tratto, quello della pista ciclabile di Fiumicino

Dopo i chilometri la ciclabile sbuca nei pressi della rotonda dell’ aeroporto di Fiumicino.

L’ultimo tratto, fino alla darsena  è ancora in costruzione, per cui è necessario pedalare o su strada o sul marciapiede.

La Darsena

E’ uno degli obiettivi principali della nostra escursione ! La lunga pedalata si fa sentire e anche la fame e allora cosa meglio se non fermarsi a mangiare il pesce al cartoccio in uno dei tanti take away presenti lungo il canale ? Nel nostro caso è anche l’unica soluzione (viste le restrizioni sulla ristorazione). Il sole splende e il clima è decisamente primaverile. Consumiamo i nostri cartocci (moscardini per Adriana e calamari e gamberi per me) e una birra fresca lungo il canale con vista sui pescherecci ormeggiati.

Un buon caffè e dopo aver percorso l’ultimo chilometro per affacciarci al mare e fare una foto al faro di ingresso della darsena,  il gruppo si divide.

Alcuni decidono di tornare a Roma in metro partendo da Ostia, noi riteniamo di avere abbastanza energia (sia fisiche che nelle nostre batterie) per ripercorrere il tracciato all’indietro.

Con il sole e un leggero ponentino alle spalle, satolli di frittura, voliamo e in un paio d’ore siamo alla Basilica di San Paolo fuori le mura e di li percorrendo la via Ostiense e l’ Aventino torniamo al Colosseo nostro punto di partenza.

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